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Agrifoglio

  • Immagine del redattore: Vivian Redleaf
    Vivian Redleaf
  • 28 dic 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 29 dic 2024

Sempreverde decorativo dalle belle foglie verde brillante e le bacche rosse, è facile vederlo spuntare un po’ ovunque in questo periodo natalizio.


Come le piante di cui abbiamo parlato in precedenza, anche l’agrifoglio è ricco di valenze simboliche.


Le sue foglie appuntite, che sembrano fatte apposta per dissuadere dal toccarlo, fanno sì che fin dall’antichità fosse ritenuto amuleto di difesa, in grado di allontanare i malefici, ma anche gli animali non graditi dalle provviste invernali (da qui il nome “pungitopo maggiore”) e gli spiriti maligni dalle stalle.


Gli antichi Romani appendevano rametti di agrifoglio fuori dalle abitazioni durante i Saturnali, le celebrazioni che precedevano la festa del Sol Invictus (Solstizio d’Inverno), lo piantavano a terra o lo regalavano agli amici come auspicio di buona fortuna.


Una delle possibili origini del nome agrifoglio sembra derivare proprio dalle parole latine acer (accuminato) e folium (foglia), mentre acrifolium ha origine dalla parola greca agria, selvatico, in riferimento all’ambiente in cui cresce.


Plinio il Vecchio ne riconobbe addirittura alcune proprietà magiche, quali il potere dei suoi fiori di far congelare l’acqua, la capacità di respingere i fulmini e di sottomettere gli animali.


La sua popolarità era diffusa un po’ in tutta Europa, sia per il motivo di cui vi ho detto, sia perché è un sempreverde coriaceo, in grado di vivere fino a 200 anni anche alle temperature più basse, e per questo veniva appeso anche per propiziare la resistenza, la sopravvivenza, l’abbondanza, la buona sorte e la rinascita del sole e della vita in generale. Soprattutto, la capacità della Natura di sopravvivere all’inverno e rinnovarsi.


Nella tradizione celtica, l’agrifoglio rappresentava il re dell'Anno Calante che, nel Solstizio d’Inverno, veniva sconfitto dalla quercia, incarnazione del dio dell'Anno Crescente, ed era una pianta sacra ai Druidi.


Una duplice valenza, quindi: quella tenere lontani gli spiriti maligni e quella di simboleggiare la resilienza e la rinascita; significato questo che venne adottato nel Medio Evo anche dalla Chiesa e l’agrifoglio si trovò a rappresentare il sangue di Gesù (bacche) e la sua sofferenza (spine) necessarie alla salvezza dell’umanità.


 

FONTI


Florario. Miti, Leggende e Simboli di Fiori e Piante

di Alfredo Cattabiani

Ed. Mondadori

 

Storie e Leggende degli Alberi

Di Jacques Brosse

Ed. Studio Tesi

 

Mitologia degli Alberi. Dal Giardino dell’Eden al Legno della Croce

Di Jacques Brosse

Ed. BUR

 

La Magia delle Erbe. Storia, Folklore, Incantesimi

di T. F. Thiselton-Dyer

Elfiedizioni

 

La Vita Segreta degli Alberi

Di Peter Wohlleben

Gruppo Editoriale Macro


Il Libro delle Piante Magiche

Caterina Kolosimo

Ed. Libraio

 

La Ruota dell’Anno

Corso di Annalisa Motta

 

Herbal Wisdom

Corso di Annalisa Motta





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